14 luglio 2016

La vedova ritratta la sua versione: "Non parlo bene italiano". MA "SCIMMIA L'AVEVI CAPITO BENE !"


Dopo che sei testimoni hanno confermato la stessa dinamica DEI FATTI, la vedova di Emmanuel, probabilmente su consiglio dell'avvocato, per non incorrere dalla accusa di calunnia, adesso ritratta la sua versione, giustificando, la ipocrita, di "non parlare bene l'italiano"

La eroina ed il vessillo del razzismo italiano come sbandierato dalle cialtrone BOLDRINI E KYENGE, si rivela una misera bugiarda che non ha voluto ammettere che, dopo aver ricevuto l'offesa stupida , lei e suo marito si sono avventati contro il cretino, con il palo segnaletico e a colpi di scarpa.

Ma così va ora in Italia.

Se un clandestino molesta o uccide un italiano, le cialtrone fanno spallucce, il contrario, stimolano alla mobilitazione generale.

Che governo di cialtroni !

GRAZIE RENZI. ISTAT : Povertà assoluta per 4 milioni e 598mila persone: E' record dal 2005.

Istat, povertà assoluta per 4 milioni e 598mila persone: è record dal 2005. Fenomeno in aumento al Nord
 DA ilfattoquotidiano.
Quattro milioni e 598mila italiani in condizioni di povertà assoluta: il 7,6 per cento della popolazione residente in Italia nel 2015 è risultato sotto la soglia minima. Secondo l’analisi dell’Istat è il numero più alto dal 2005 e riguarda un milione e 582mila famiglie. Il report evidenzia che il fenomeno è in aumento al Nord soprattutto per l’ampliarsi del fenomeno tra i nuclei di soli stranieri, mentre diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento e del titolo di studio. L’incidenza si è mantenuta stabile negli ultimi tre anni per le famiglie, mentre è cresciuta se misurata in termini di persone: questo perché colpisce maggiormente i nuclei più numerosi.

La soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti è risultata nel 2015 pari a una spesa di 1.050,95 euro al mese. Per quanto riguarda i poveri assoluti, la valutazione varia a seconda dell’area: ad esempio, per un adulto (di 18-59 anni) che vive solo, la soglia di povertà assoluta è pari a 819,13 euro mensili se risiede in un’area metropolitana del Nord, a 734,74 euro se vive in un piccolo comune settentrionale, a 552,39 euro se risiede in un piccolo comune del Mezzogiorno.

23 giugno 2016

Chi sono i NANI E LE BALLERINE che in TV divulgano il “vangelo secondo MATTEO ?”

ESPOSITOFIANOCASTALDINILIBRANDIMALPEZZIRICCIROMANO
ORMAI SONO DI CASA IN TV. DOVUNQUE SI SVOLGA UN TALK POLITICO, QUESTI PERSONAGGI SONO, INUTILE DIRLO, COME IL PREZZEMOLO.
MANDATI DAL “CAPO” A DIVULGARE  COME UN MANTRA “IL VANGELO SECONDO MATTEO”
SONO “PREPARATI” (LEGGI “INDOTTRINATI” SU TUTTO, MA IL REFRAIN PIU’ SCONTATO E’ “FAREMO, STIAMO PREPARANDO, E’ ALLO STUDIO, ECC. ECC.”
CIALTRONICHE BANALITA’ INTRISE DI FUFFA, SPREZZANTI DEL SENTIMENTO COMUNE DI INSICUREZZA SU TUTTI I TEMI DEL SOCIALE CHE L’ITALIA STA VIVENDO PER “MERITO” DI QUESTO GOVERNO PIU’ DETESTATO E DERISO DALLA FONDAZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA.
NANI E BALLERINI INUTILI CHE , SPERIAMO A BREVE, SARANNO SPAZZATI VIA DALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE. SEMPRE CHE LA DEMOCRAZIA DEL SUFFRAGIO ELETTORALE IN ITALIA VENGA RIPRISTINATA

21 giugno 2016

FASSINO rosica ancora.E, frustrato, fa già le pulci alla Appendino.. Dategli un valium e un doppio TAPIRO.


piero fassinoPIERO FASSINO
"Sarebbe utile che il presunto prossimo capo di gabinetto evitasse di girare per gli uffici con delle liste, con i nomi dei dirigenti graditi e non graditi. Quando sono diventato sindaco non ho rimosso un solo dirigente che c'era prima. Non ho chiesto le dimissioni di nessuno di quelli nominati prima di me nei vari enti".

Lo ha detto Piero Fassino, ex sindaco di Torino, in conferenza stampa al comitato elettorale di via Pavia. "Lunedì - ha aggiunto - il presunto capo di gabinetto del nuovo sindaco ha guidato una delegazione di consiglieri eletti del M5S negli uffici comunali compreso il mio. Potrebbe aspettare almeno di insediarsi, ma capisco che l'educazione non è cosa da tutti".
FASSINIO E APPENDINO 2FASSINIO E APPENDINO 2

L'ex sindaco ha commentato poi la polemica sollevata dalla Appendino sulle nomine ai vertici di Compagnia San Paolo: "In tema di meritocrazia - ha spiegato - ci sono passi da fare in tema di cultura istituzionale. Vorrei sapere se Profumo non ha i titoli di merito per ricoprire quell'incarico o se invece bisognerebbe cambiarlo solo perché è stato nominato da Fassino". "Se quella nomina non fosse stata fatta - ha aggiunto - il Comune avrebbe perso la possibilità di avere un suo rappresentante...".
PIERO FASSINO FA LA RADIOGRAFIA ALLA MODELLAPIERO FASSINO FA LA RADIOGRAFIA ALLA MODELLA

Continuando a parlare del nuovo primo cittadino, Fassino ha detto: "Credo che il sindaco Appendino dovrà darsi un programma, cambiando quello con cui ha vinto le elezioni, perché non era un programma di governo ma di opposizione. Con i no si fa opposizione e non si governa una città".


"L'impressione - ha aggiunto Fassino - è che ci sia tanta strada da fare per essere capaci di fare il sindaco - aggiunge -. Io continuerò ad avere la mia cultura di governo, loro se la devono fare...". A proposito dei "cambiamenti che si sono registrati già a poche ore dall'elezione", Fassino ha citato come esempi la Tav e il reddito di cittadinanza.

La SERRACCHIANI bastonata e attapirata. Super-flop in Friuli Venezia Giulia


da..http://www.lettera43.it
Non c'è verso - cambiato o meno. Che la si veda come una competizione locale o nazionale, Debora Serracchiani ha perso.
Ha perso come vicesegretario del Pd e, doppiamente, come governatore della regione Friuli Venezia Giulia, dove
Pordenone e Trieste hanno voltato le spalle ai sindaci uscenti del centrosinistra.
E la si può immaginare a guardare con invidia Lorenzo Guerini, che con lei condivide il ruolo di numero 2, ma ha la fortuna di essere lumbàrd e di poter brindare all'espugnazione di Varese e alla tenuta di Milano, argine del Piave.
A chi le chiede se, dopo i risultati dei ballottaggi, si profili uno scossone in segreteria, Serracchiani risponde: «Ho sempre detto che non sono attaccata a nessuna poltrona», anticipando le malignità implicite, per cui se una poltrona deve saltare è la sua.
Ma nell'attesa della resa dei conti in direzione, sposa la linea del premier: «Il partito è cambiato troppo poco».
Poco, certamente, rispetto a lei, passata dall'Amelie rottamatrice del 2009, che con parole nette rompeva l'atmosfera affettata dell'assemblea dei circoli Pd, al megafono governativo di questi giorni.

  • Il discorso del 2009.
PARABOLA DI UNA ROTTAMATRICE. Allora diceva: «Dobbiamo superare protagonismi e personalismi». Oggi si ritrova a difendere Renzi da chi gli imputa l'eccesso di personalizzazione.
Allora accusava i dirigenti Pd di protagonismo, di parlare sempre con l'io e non con il noi. Ma protagonismo e correntismo ci sono ancora, ridotti a una ditta ammaccata e a 50 sfumature di renzismo.
Di quella orazione in faccia a Dario Franceschini, l'unico che Serracchiani salvava prima che lo salvasse anche Renzi affidandogli la poltrona del Mibact, resta il principio delle scelte chiare: «Il partito deve decidere a maggioranza», spiegava Serracchiani, «anche a costo di mandare a casa qualcuno».
Il resto – i circoli da consultare nella selezione dei candidati alle Europee, il referendum consultivo per far scegliere la base sui temi etici e, per qualcuno, anche quel «non possiamo riconoscerci in chi affronta la crisi economica solo prendendola più allegramente» - si è perso per strada.
E che dire dell'ormai celebre intervista a Repubblica? «Il governo con Alfano è un incubo, ma era l'ultima fermata. Per fortuna non devo votare la fiducia».
Era il 2013, governo Letta, e la Serracchiani di quell'esecutivo diceva: «Dispiace non sia esteso ai 5 stelle». E, aggiungeva, serve a fare le riforme, ma poi si va a elezioni anticipate.

La scomoda posizione di dover difendere governo, partito e interessi locali